Sezione Bitcoin spiegato
Roma
BTC/USD——BTC/EUR—EUR/USD—COMMISSIONI— sat/vBBLOCCO—API PUBBLICHE
martedì 3 novembre 2026
FORMAZIONE E RICERCA SU BITCOIN

Bitcoin spiegato

Partiamo da una domanda concreta: che cosa succede quando paghiamo in bitcoin? Queste otto lezioni seguono il pagamento dal wallet fino al blocco confermato. I termini tecnici vengono spiegati quando compaiono. Puoi leggere in ordine oppure scegliere un argomento dall’indice.

Lezione01

Bitcoin, BTC e wallet: tre cose diverse

Bitcoin è una rete di computer che applicano regole condivise per registrare trasferimenti di valore, senza un gestore centrale dei conti. I partecipanti si scambiano direttamente le transazioni. Lo storico pubblico è organizzato in blocchi collegati tra loro: la blockchain. BTC è l’unità monetaria della rete. Un bitcoin equivale a 100 milioni di satoshi: per pagare si può quindi usare anche una piccola frazione di bitcoin.

Un wallet, o portafoglio digitale, è un programma o un dispositivo che gestisce le informazioni necessarie per ricevere pagamenti e autorizzare le spese. I bitcoin sono registrati come importi non ancora spesi nello storico delle transazioni: non sono file conservati dentro il telefono. Le chiavi private sono informazioni segrete che permettono di autorizzare una spesa. Un indirizzo, invece, contiene istruzioni per ricevere un pagamento e può essere comunicato a chi deve inviarlo.

Con la custodia personale, detta anche self-custody, controlli le chiavi e sei responsabile della loro protezione e del recupero. In un conto con custodia, un operatore controlla le chiavi per tuo conto. Sono soluzioni con responsabilità e rischi diversi. Il limite di emissione di Bitcoin non garantisce un prezzo stabile, il mantenimento del potere d’acquisto o un rendimento.

Lezione02

Il percorso di un pagamento, dal wallet al blocco

Bitcoin non aggiorna un singolo saldo di conto ogni volta che paghi. Una transazione spende importi ricevuti in precedenza e non ancora utilizzati, chiamati output non spesi o UTXO, e crea nuovi output. Il wallet somma gli output che può spendere per mostrare il saldo. Quando ne usa uno, lo spende per intero: l’eventuale resto viene assegnato a un nuovo output controllato dal mittente.

Immagina di utilizzare un input di 10.000 satoshi: 6.000 vanno al destinatario, 3.800 tornano a te come resto e i 200 rimanenti sono la commissione. Sono numeri scelti per spiegare il calcolo, non le commissioni di oggi. In generale, la commissione dipende dallo spazio occupato dalla transazione e dalla domanda di spazio nei blocchi, non da una percentuale fissa sull’importo trasferito.

Il wallet prepara la transazione, fornisce le autorizzazioni richieste per spendere gli input e la trasmette alla rete. I nodi la controllano e possono conservarla nella propria mempool, l’insieme locale delle transazioni in attesa di conferma. Un miner può inserirla in un blocco. Quando il nodo accetta quel blocco secondo le proprie regole e lo include nella catena che segue, la transazione ha la prima conferma. I blocchi successivi aggiungono altre conferme.

Lezione03

SHA-256 e firme digitali: a che cosa servono

SHA-256 è una funzione crittografica di hash. Riceve dati, per esempio i byte che rappresentano un messaggio, e produce un risultato di 256 bit chiamato hash, digest o impronta. Di solito viene mostrato come una sequenza di 64 caratteri esadecimali. Gli stessi dati producono sempre lo stesso risultato. Basta cambiare un bit per ottenere, normalmente, un hash molto diverso, senza una scorciatoia utile per prevederlo.

L’hashing non è cifratura: non esiste una chiave per decifrare un hash SHA-256 e recuperare il messaggio originale. Serve a collegare dati e risultati e a rilevare modifiche. Non nasconde lo storico pubblico delle transazioni Bitcoin e non rende anonimi gli utenti. Nell’esperimento qui sotto puoi modificare un messaggio di prova e confrontare le impronte.

Le firme digitali hanno un altro compito: autorizzare una spesa secondo le condizioni previste dalla transazione, senza rivelare la chiave privata. Gli altri partecipanti possono verificarle usando la chiave pubblica corrispondente e i dati firmati. Bitcoin usa firme ECDSA e, per Taproot, firme Schnorr definite dal BIP340 sulla curva ellittica secp256k1. Hash e firme collaborano al funzionamento del sistema, ma svolgono ruoli diversi.

Lezione04

Il mining: cercare un hash sotto una soglia

Un miner prepara un blocco candidato con alcune transazioni e una prima transazione speciale chiamata coinbase. La coinbase può assegnare il sussidio previsto per quel blocco e le commissioni delle transazioni incluse. Il miner costruisce poi l’intestazione del blocco, lunga 80 byte. Contiene il riferimento al blocco precedente, un’impronta degli identificatori delle transazioni chiamata radice di Merkle e campi come data e ora, codifica del target e nonce.

Il mining consiste nel calcolare ripetutamente due volte SHA-256 sull’intestazione. Per ottenere una proof of work valida, il risultato, interpretato come numero, deve essere minore o uguale al target: la soglia stabilita dalle regole di consenso. Un target più basso rende meno probabile il successo di ogni tentativo. Si provano intestazioni diverse finché un hash rispetta la soglia: non si cerca la risposta a un’equazione prestabilita. Un tentativo fallito non rende quello successivo più favorevole.

Il nonce è un campo di 32 bit che può essere modificato per provare intestazioni diverse. I miner possono cambiare anche altri dati consentiti. Per esempio, modificare l’extra nonce nella coinbase cambia il suo identificatore, la radice di Merkle e quindi l’intestazione. Trovare un hash adatto non basta: il blocco deve rispettare anche tutte le altre regole. I pool coordinano più partecipanti e ripartiscono i proventi secondo i propri accordi, senza garantire ricompense o guadagni.

Lezione05

Come i nodi completi verificano blocchi e conferme

Un nodo completo è un programma che verifica autonomamente le regole di consenso di Bitcoin. Quando riceve un blocco, non controlla soltanto l’hash della proof of work: le transazioni devono rispettare le condizioni di spesa, gli input non possono usare output già spesi o inesistenti e la coinbase non può assegnare più del sussidio e delle commissioni consentiti. Un blocco irregolare viene rifiutato anche se per produrlo è stata impiegata molta potenza di calcolo.

Può capitare che due blocchi validi competano per la stessa posizione. Tra le catene che rispettano le sue regole, il nodo segue quella con il maggior lavoro computazionale accumulato. Spesso viene chiamata “catena più lunga”, ma conta il lavoro complessivo, non semplicemente il numero dei blocchi o dei computer che sostengono una versione dello storico.

Una conferma indica che la transazione è stata inclusa in un blocco di quella catena; ogni blocco successivo aggiunge una conferma. Più lavoro si accumula, più diventa difficile sostituire quella parte dello storico, anche se restano possibili riorganizzazioni della catena. Il numero di conferme da attendere dipende dal valore del pagamento e dal rischio accettato dal destinatario. Il protocollo punta a una media di circa dieci minuti tra i blocchi: non promette che il prossimo arrivi entro dieci minuti.

Lezione06

Chi sviluppa Bitcoin e come cambiano le regole

Bitcoin non è un’azienda con un amministratore delegato che può ordinare a tutti di cambiare il sistema. I partecipanti svolgono ruoli diversi. Gli sviluppatori propongono, scrivono, provano e revisionano il software. I miner scelgono i blocchi candidati su cui lavorare. Chi gestisce un nodo decide quale software usare e quali regole applicare. Gli utenti scelgono wallet e servizi e decidono quali pagamenti accettare.

Un Bitcoin Improvement Proposal, o BIP, descrive una proposta o uno standard. La pubblicazione non equivale all’attivazione: una proposta, una versione del software e una regola effettivamente applicata sono cose diverse. Una modifica può richiedere analisi tecnica, implementazione e coordinamento tra i partecipanti. Le persone possono anche non essere d’accordo e scegliere di non adottarla.

È utile distinguere le regole di consenso dalle politiche locali di un nodo. Le prime stabiliscono se un blocco è valido per quel nodo. Le seconde riguardano, per esempio, quali transazioni non confermate trasmettere o conservare nella mempool. Cambiare una politica locale non modifica automaticamente ciò che un blocco Bitcoin può contenere. Divulgatori, sviluppatori e aziende possono influenzare il dibattito, ma nessuno rappresenta tutti gli utenti.

Lezione07

Usi concreti: pagamenti, donazioni e progetti locali

Bitcoin permette di trasferire valore tra persone che scelgono di usarlo, senza che un gestore centrale debba approvare una transazione conforme alle regole della rete. Il pagamento può essere registrato sulla blockchain oppure passare da un altro sistema, come Lightning, con requisiti operativi propri. Poter accedere alla rete e disporre di un servizio comodo in valuta locale sono due cose diverse.

Esistono esempi pratici. BTCPay Server offre strumenti open source con cui un esercente può accettare bitcoin, anche tramite Lightning se configurato. OpenSats riceve donazioni in bitcoin per sostenere progetti open source. Bitcoin Beach descrive un’iniziativa locale di pagamenti e formazione in El Salvador. Sono esempi di utilizzo: non dimostrano un’adozione universale e non significano che un determinato servizio sia adatto a ogni lettore.

Prima di usare un servizio di pagamento, verifica chi controlla le chiavi, i costi, come il destinatario riceve il valore e che cosa accade se l’operatore non è disponibile. Contano anche la volatilità, la conversione in valuta locale, la privacy e le regole applicabili. Inviare bitcoin oltre confine non offre automaticamente la possibilità di prelevare contanti a destinazione. Capire il funzionamento aiuta a valutare se un sistema risponde davvero alle proprie esigenze.

Lezione08

Perché esistono i canali di pagamento e le altre reti

La rete di base di Bitcoin registra transazioni in blocchi con capacità limitata. Se aumenta la domanda di spazio, possono crescere le commissioni e i tempi di attesa. Aumentare il numero dei pagamenti quotidiani non significa quindi soltanto inserire più transazioni in ogni blocco. Altri sistemi possono gestire parte dell’attività fuori dalla blockchain principale, utilizzandola per determinati passaggi di regolamento o per far rispettare gli accordi.

Lightning usa canali di pagamento per aggiornare i saldi senza registrare ogni aggiornamento in un blocco Bitcoin. Sidechain come Liquid e Rootstock hanno blocchi propri e meccanismi per rappresentare bitcoin su un’altra rete. Fedimint offre una custodia condivisa tra più gestori. I sistemi basati su Ark e i progetti BitVM esplorano altre soluzioni, in fasi di sviluppo diverse. Chiamare un sistema “layer 2” non significa che offra le stesse garanzie degli altri.

Per confrontarli, poniti cinque domande: chi controlla le chiavi, quale asset possiedi, dove il trasferimento diventa definitivo secondo le regole del sistema, quale liquidità serve e come puoi uscire se un operatore smette di funzionare. Un saldo aggiornato rapidamente sullo schermo non equivale necessariamente a una conferma sulla blockchain Bitcoin. La sezione successiva presenta alcuni modelli e i loro limiti, non tutti i progetti esistenti.

Cinque termini utili per seguire le lezioni

Nonce
Un numero di 32 bit nell’intestazione del blocco. I miner lo cambiano per provare hash diversi. Quando esauriscono i valori possibili, possono modificare anche altri dati consentiti.
Coinbase
La prima transazione di un blocco, che può assegnare il sussidio e le commissioni consentiti. Il termine del protocollo non si riferisce all’azienda chiamata Coinbase.
Radice di Merkle
Un valore di 32 byte che collega l’intestazione a un elenco ordinato di identificatori delle transazioni (txid). Se cambia un identificatore incluso, cambia anche questo valore. I dati witness, dati aggiuntivi per la spesa come le firme, hanno un collegamento separato: modificare soltanto quei dati non cambia necessariamente il txid della transazione.
Target (soglia)
Il più grande numero ammesso come hash della proof of work. Un target più piccolo rende più difficile trovare un hash adatto.
Peg
Un meccanismo che collega un asset rappresentato su una rete a fondi conservati su un’altra. La sicurezza dipende anche dalle persone, dal software o dall’hardware che gestiscono questo collegamento.

Esperimento: SHA-256 e ricerca di un hash

Scrivi un messaggio di prova e calcola la sua impronta SHA-256. Puoi poi cercare un hash che rispetti una soglia semplificata, cambiando il nonce in un’intestazione dimostrativa. Il calcolo avviene solo nel browser: non estrae bitcoin e non invia transazioni.

Usa un testo di esempio, mai segreti di un wallet. Il testo non viene inviato al server né salvato. Uscendo dalla pagina viene eliminato dalla memoria dello strumento.

Impronta SHA-256

—

Soglia della dimostrazione (target)

00ffff0000000000000000000000000000000000000000000000000000000000

Hash dell’intestazione, con due passaggi SHA-256, nell’ordine usato da Bitcoin

—
Tentativi
0
Ultimo nonce provato
—

L’esperimento usa un’intestazione di 80 byte e una soglia molto più semplice di quella della rete Bitcoin. L’impronta del messaggio sostituisce la vera radice di Merkle. Non è presente un blocco completo e valido: i nodi Bitcoin rifiuterebbero questo esempio. Il contatore mostra i tentativi e l’ultimo nonce provato, non bitcoin estratti.

Abbiamo semplificato il linguaggio, mantenendo precise le spiegazioni del funzionamento. Gli importi degli esempi sono indicativi e non rappresentano le commissioni attuali. Ogni lezione rimanda alla documentazione del protocollo o a una fonte originale per approfondire.

Fonti verificate il: